Le origini

Qual è l’origine dei jeans?

Indaco? Tessuto Denim?

… cosa hanno a che fare con i jeans?

Il termine inglese jeans viene utilizzato per la prima volta nel 1567.

La grande esportazione dei jeans composti dal fustagno genovese, di alta resistenza e qualità media ma a prezzo accessibile, di color indaco, proviene dal porto di Genova e si dirige in Europa, soprattutto in Inghilterra, a partire dal 1500.

Da tempo è presente una controversia sull’origine – o meglio sul contesto ecologico della nascita- dei jeans.

Dal punto di vista storico, la prima fabbricazione dei jeans viene individuata, come già citato, nella città di Genova (e dintorni), ove fin dal Medioevo si esportano grandi quantità di manufatti composti da materie prime come tessuti di lana, lino, cotone e fustagno.

Tuttavia a partire dal XV secolo, Chieri (Torino) è una delle più grandi produttrici di un particolare tipo di fustagno di colore blu, il quale serve per confezionare sacchi per le vele delle navi e per coprire le merci nel porto di Genova (quest’ultima è esportatrice per eccellenza).

Da ciò nasce la controversia precedentemente citata: secondo alcune versioni il termine inglese “blue jeans” deriva dal termine francese “bleu de Gênes” (tradotto in italiano: “blu di Genova”); secondo altre varianti, deriva dal fatto che i marinai genovesi indossano i cosiddetti “calzoni da lavoro” composti dalla tela “de nimes” – il tessuto odiernamente definito denim – di color indaco.

Oggigiorno Genova viene riconosciuta a pieno titolo come il luogo d’origine della produzione di suddetto indumento.

Ma l’indaco?…

Nel 1880 il chimico tedesco Johann Friedrich Wilhelm Adolf von Bayer giunge alla produzione sintetica dell’indaco mediante sette distinte reazioni chimiche.
Nel 1905 von Bayer vince il premio Nobel per la Chimica con la seguente motivazione:

“Per i suoi servizi nel progresso della chimica organica e dell’industria chimica, grazie al suo lavoro sui coloranti organici e i composti idro aromatici”.

Devono passare degli anni prima di riuscire a preparare con modalità adeguate l’indaco sintetico con il fine di metterlo sul mercato; ciò viene raggiunto dalla società chimica tedesca Badische Anilin und Soda Fabrik (BASF). Successivamente diviene un prodotto commerciale disponibile su larga scala.

Purtroppo la commercializzazione dell’indaco sintetico porta al tramonto della grande industria di quello naturale: questo mutamento porta al cambiamento del modo di vita delle migliaia di persone che sopravvivono grazie alla coltivazione e all’estrazione dell’indaco naturale.

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                                                  Colore indaco

 Ciononostante, come sottolinea Joe Schwarcz nel suo libro “Benzina per la mente”:

“La cosa più importante fu che la scoperta del procedimento per la sintesi dell’indaco si tradusse nella disponibilità di migliaia e migliaia di acri di terreno in India per la coltivazione di cereali. Grazie a ciò, si poterono sfamare molte più persone di quante l’esportazione dell’indaco sarebbe mai riuscita a fare.”

Al giorno d’oggi vengono prodotte annualmente più di 14.000 tonnellate di indaco sintetico come colorante industriale, il quale viene utilizzato maggiormente per tingere i jeans.

… e il denim?

Il denim è un tessuto di jeans composto da cotone e lino, in genere di colore blu. Fin dall’origine è stato il materiale storico con cui venivano (e sono tutt’ora) confezionati i pantaloni in taglio jeans. L’origine del termine denim risale alla tela di Nîmes, che deriva a sua volta dal nome della città francese Nîmes.

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Denim tessuto

Il denim è collegato al colore indaco proprio perché normalmente viene tinto con suddetto colore: il mix tra questo blu particolare – anche se oggi i jeans vengono tinti anche con altri colori- e il tessuto denim conferisce un significato speciale, definito da alcuni quasi mitico, a un oggetto di uso quotidiano. Questo mix può essere usato anche in altri oggetti di uso comune, persino nelle automobili             dell’ American Motors (per esempio Jeep).

Il jeans denim può essere soggetto a trattamenti di finitura, i quali possono modificarlo fino a creare l’effetto “usato” attraverso lo stone washed o nel delavé. Dopo molti lavaggi e il loro uso frequente, i jeans denim si schiariscono sempre di più, soprattutto dove vi è un maggiore attrito tanto che:

«Il jeans invecchia integrando in sé il cambiamento dell’età, impregnandosi di avventura, della vita di chi li indossa. Ogni lavaggio è una pagina girata, il tempo vi scrive la sua memoria su uno sfondo sempre più pallido. La decolorazione dovuta al lavaggio, traduce l’avvenimento vissuto fino alla saturazione finale.»

Daniel Friedman, “Historie du blue jeans”, Paris, 1987.

Inoltre:

«Autentico o simulato che sia, resta il fatto piuttosto bizzarro rispetto all’estetica “naturale” del consumo, che per i jeans il nuovo vale meno dell’usato, il consumo aggiunge valore (estetico, affettivo, di prestigio sociale, perfino economico) all’oggetto.»

Ugo Volli, “Jeans”, Ed. Lupetti & Co., 1991.

FONTI:

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